Boli di calcio per bovini

Dopo il parto, l’ipocalcemia subclinica interessa in media 1 vacca su 2 e 1 manza su 4. La carenza di calcio impedisce il corretto funzionamento dei visceri (utero, mammella, sistema digerente) e deprime l’immunità, cosicché la bovina si ammala di più. Più che una malattia in sé, è la porta d’ingresso delle malattie: infatti, aumenta di circa 9 volte i casi di chetosi, di 8 i casi di mastite, di 4 i casi di dislocazione abomasale e di 6 volte i casi di ritenzione di placenta/endometrite.

Per prevenire l’ipocalcemia subclinica, la vacca pluripara ha bisogno di un etto di circa calcio in più nelle 24 ore dopo il parto. Le iniezioni endovenose non servono allo scopo, perché il calcio somministrato rapidamente confonde l’organismo: quando termina l’effetto, dopo circa quattro ore, la bovina va in ipocalcemia prima che l’organismo riesca a invertire il processo. La cosa migliore è dare il calcio per bocca, ma al parto la bovina non mangia: l’ingestione cala notevolmente nei tre giorni prima e riprende lentamente nei tre giorni dopo il parto.

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I boli di calcio da noi forniti sono attualmente il prodotto più avanzato per somministrare il calcio alle pluripare, all’inizio del travaglio o subito dopo il parto.

Se cerchi un’azienda che si occupi del commercio di prodotti zootecnici per allevamenti di vacche, rivolgiti a noi. Specializzati nella nutrizione di bovini, ci occupiamo della fornitura di boli di calcio. Siti a Guastalla, operiamo tra Verona, Brescia, Cremona e province limitrofe.

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La somministrazione di calcio per bocca può essere d’aiuto alle bovine al parto?

La bassa concentrazione di calcio nel sangue nei primissimi giorni dopo il parto causa molti problemi alle bovine da latte. Queste vacche avranno maggiore probabilità di essere soggette ad infezioni uterine, di presentare una ridotta disponibilità di energia, di avere un aumentato rischio di mastite ed una successiva ridotta fertilità. È molto chiara e ampiamente dimostrata la minore attività del sistema immunitario nelle bovine ipo-calcemiche dopo il parto.

Se si vuole realmente risolvere il problema si deve ricorrere alla prevenzione. Il primo passaggio fondamentale è quello di misurare i minerali nel sangue, ed in particolare il calcio, il fosforo, il sodio, il cloro il magnesio e il potassio delle bovine negli ultimi 15 giorni di gravidanza. Questo perché la concentrazione di calcio nel sangue è fortemente condizionata da quella degli altri minerali. In caso di squilibri si analizzano i foraggi destinati alla loro alimentazione e con un buon software si calcolano gli apporti con la dieta procedendo poi a personalizzare l’integrazione minerale.

Se tutto ciò non basta, e in alcuni allevamenti succede, si può ricorrere a boli orali a base di calcio altamente solubile e quindi assimilabile, come il cloruro e il solfato di calcio. Questi boli si somministrano il giorno del parto.  Dalle molte ricerche effettuate l’effetto dei boli di calcio ad alta biodisponibilità ha un effetto molto più marcato sulle pluripare rispetto alle primipare.

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